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Barbagallo: Blue Record

Musicista curioso e poliedrico, Carlo Barbagallo è uno di quei nomi che da tempo gira, a ragione e con insistenza, negli ambienti indipendenti, raccogliendo consensi e il rispetto della comunità underground, molto spesso isterica e con la puzza sotto il naso.

"Blue Record" – album di ritorno dopo "Live At Yoko Ono" e "Quarter Century" – si muove nei territori blues e psych-folk, immergendosi di tanto in tanto nel prog e nel jazz. Coadiuvato da musicisti provenienti dai suoi progetti paralleli – due nomi su tutti La Moncada e La Monade Stanca -, Barbagallo dà vita a un lavoro raffinato, mai banale, prodotto con criterio e gusto che riesce a farsi ascoltare tutto d’un fiato.

Si apre con "Soulself": due minuti scarsi martellati da un basso poderoso con un intermezzo impro-jazz azzecatissimo e si continua con la delicata "Radion" per poi arrivare all’acidissima "In My Better Cup", punto di contatto tra Mark Lanegan e il grunge.

Barbagallo è in stato di grazia e si vede, divertendosi a giocare con la tradizione, coverizzando "For the Turnstiles" di Neil Young – contenuta nel meraviglioso "On The Beach" – addolcendola con fiati e percussioni, mica poco.

"Blue Record" è un ottimo lavoro, pieno e maturo, che meriterebbe vetrine luminose e palchi prestigiosi. Consigliatissimo.

Info:

Noja Recordings, 2013

Blues, Psych-Folk

 

Contatti: https://www.facebook.com/barbagallonoja

 

Tracklist:

1. Soulself

2. Radion

3. For The Turnstiles

4. In My Better Cup

5. Rats & Mosquitos

6. Hiss Of Hush

7. Jewish

8. Rainbow