Sono passati due anni da quel capolavoro di cantautorato che è “Per Amor del Cielo”, ed ecco Bobo Rondelli tornare finalmente con un nuovo capitolo discografico, dal titolo “L’Ora dell’Ormai”. Ripetersi dopo i picchi di bellezza pura del precedente non era cosa facile, e non è un caso che il cantautore livornese sia rimasto sulla stessa trama, mantenendo quel piglio da cantastorie intimista in bilico tra dolore e dolcezza, con lo sguardo di chi sa che a precipitare, nella vita come in tutto il resto, ci vuole un attimo. Del Rondelli casinaro, sfrenato e sprezzante vino di osteria c’è rimasto ben poco. Giusto lo sfogo ringhioso di “Sporco Denaro” e le atmosfere poetiche, alcoliche e da malessere by night di “Livorno Nocturne”.
Il resto è amore, amore tardivo, di quelli che sbocciano quando ormai è troppo tardi per recuperare. “Muoion gli angeli, se si fermano troppo a lungo, più non volano” canta Rondelli in “Per Amarti”, dove l’amare va oltre se stessi, è il bene dell’altro, anche se questo vuole dire lasciarlo partire. Che poi l’altro sia una donna, o siano i figli, poco importa. Rimane questo il sentimento, un misto tra desiderio di amare e presa di coscienza della propria incapacità di farlo, la tela su cui si disegna tutto l’album.
Si va dalla struggente ninnananna di “Canto di un Padre” alla richiesta di aiuto di “Angelo Azzurro”, per due momenti delicati, bellissimi. Così come lo sono le incursioni di due grandi poeti come il livornese Giorgio Caproni (sono sue le parole de “L’albero”) e Franco Loi, poeta genovese che con la sua sola voce riempie la traccia a lui dedicata.
La vena cantautorale si tinge di folk e di country in “Bambina Mia”, quasi una ninnananna, prima che l’universo femminile torni a farla da padrone in “Sì a me delle donne”, atto d’amore verso il sesso rosa tutto, e di cui tutto piace, che sfocia nella serenata di “Tu mi fai cantare”, con un Rondelli quanto mai a messo a nudo. Convince meno l’allegria spensierata e briosa della saltellante “Blu”, ma il gioco dura poco, ed è sulle note malinconiche della canzone che intitola il disco, “L’ora dell’ormai”, che si va verso la fine,
“Tra il dolore e la dolcezza, quando è l’ora dell’ormai troppo tardi, e nel pianto la certezza, quella che ora sento di amarti”.
Peccato che sia ormai troppo tardi. Nella vita il mai è meglio che il tardi. Ma il mai non produce, il tardi sì. E dà vita a un bel disco, che da Rondelli era quello che ci si aspettava. Inevitabile il confronto con “Per Amor del Cielo” che, nonostante mosso da un sentimento diverso, rimane il suo disco più bello, pregno e poetico. Ma per lamentarsi di un disco come questo tocca essere proprio delle teste di cazzo. Bentornato Rondelli.
Voto: 6,5
Info:
Live Global, 2011
Cantautorato
Tracklist:
1. Per amarti
2. L’albero
3. La giostra Canto di un padre
4. Sporco denaro
5. Angelo azzurro
6. Livorno nocturne
7. Bambina mia
8. Franco Loi
9. Si a me delle donne
10. Tu mi fai cantare
11. Blu
12. L’ora dell’ormai






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