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DISQUIETED BY: Lords of Tagadà

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lords of tagadà

Alzi la mano chi non ha mai provato a fare lo spavaldo sulle giostre per poi regalarsi quei lividi giallastri alle braccia e una sensazione di malessere per tutta la giornata. A distanza di anni da quei brividi domenicali, i signori del Tagadà ci regalano le stesse emozioni malsane di un pomeriggio di festa passato a sorbirsi orrendi hit da discoteca e nauseanti bozzoli di zucchero filato.

I Disquieted By sono un treno impazzito, una corsa contro il tempo e contro la noia sui binari di un rock'n'roll tiratissimo, dalla forma garage ma dalla natura hardcore e violenta. “Lords of Tagadà" è una ventata d'aria di fogna sui vostri ascolti e abitudini quotidiane, da inalare con profondita in un locale sudato e asfissiante.

Sporca, brutta e fottutamente divertente, la band fiorentina riesce nell'intento di piazzare non uno ma dodici ganci sotto la cintura dell'ascoltatore. Mettere le cuffiette è come farsi buttare sotto da un tir di groove micidiali, chitarre affilate come coltelli e la voce di un invasato astioso e impaziente di buttarsi nella mischia.

Una botta di adrenalina non indifferente, con canzoni che fanno letteralmente quello che vogliono, tra stop and go e accelerazioni al fulmicotone, condite da anthem e cori inaspettati. Vere e proprie mazzate ai coglioni, capaci di lasciarti fermo e immobile dallo stupore per il colpo subito.

“Pirates” fa scattare in quinta un disco tutto incentrato su corse e derapate spericolate, “Argentina mon Amour” prende i The Hives e ci butta sopra quella vetta di cafonaggine e follia gratuita mai raggiunta dalla band svedese. “Join us Cops” e “Moschops” sono un inno al delirio e allo stage diving selvaggio, tra screamo paranoici e giri vorticosi di chitarre. “Aquaplanning” alimenta di brutalità e cattiveria un motore ormai su di giri e incapace di fermarsi, fino allo schianto contro i cori letali di “Mamimami Corazon”.

Il colpo finale è affidato a “Drug”, retrogusto tarantiniano per il manifesto programmatico di questi quattro bifolchi amanti delle risse e delle scazzottate sonore. Sinceramente non so se il 21 dicembre 2012 arriverà la fine del mondo, ma se mai un apocalisse si dovesse scatenare su questo triste pianeta, mi troverà con questo ben di dio sparato a tutto volume nelle orecchie. Provatelo e ne sentirete delle belle.

Voto: 7,5

 

Info:

Sons of Vesta/To Lose la Track, 2012

Garage-core

 

Contatti: http://www.facebook.com/pages/Disquieted-By/250923958287183

 

Tracklist:

1-Pirates

2-Argentina mon Amour

3-Join Us Cops

4-Moschops

5-Too seriuosly

6-Aquaplanning

7-Protogone

8-Marcetta

9-Ekidna

10-Mamimami Corazon

11-Piero Fear

12-Drug