A circa un anno dalla prima parte ecco il ritorno degli Earth con il capitolo conclusivo della saga degli angeli delle tenebre e dei demoni della luce. Il lavoro si inserisce pienamente nella costante dei loro ultimi album, ai quali è legato in modo profondo. Tuttavia chi pensasse di trovare una replica stanca del disco uscito lo scorso anno cadrebbe in errore.
Questo "Angels of Darkness, Demons of Light II" è capace di fare sognare e viaggiare l'ascoltatore in modi completamente nuovi. Il gelido inverno del volume uno è finito, ora si viene proiettati in un'algida primavera, così cruda nella sua semplicità da risultare inesorabile e senza pietà. Ogni cosa è immobile; il battito cardiaco sembra decellerare, i pensieri scorrono al rallentatore nella mente e diventano d'improvviso più profondi e poetici. Ci troviamo ad avere gli occhi dell'aquila che scruta l'orizzonte sopra lande desolate e nello stesso momento il corpo pesante di un elefante incapace di qualsiasi semplicità di azione.
Il disco inizia con due brani privi di batteria, i più minimali dell'opera, in cui la chitarra si assume il compito di guida, e che hanno la funzione di portarci dentro l'avventura. "A Multiplicity of Doors" è il brano più forte come melodia e arrangiamento, in cui il violoncello di Lori Goldston entra in scena da protagonista donando un tocco di diabolica serenità allo stato d'animo dell'ascoltatore. "The Corascene Dog" è invece un inno alla solitudine in spazi aperti: come essere in cima ad un altopiano solo di fronte all'immensità del creato. La musica degli Earth oltre che sentire, si può vedere, si può toccare, si può vivere. L'ultimo brano, "The Rakehell", conferma in modo indelebile questo aspetto e sigilla le emozioni suscitate dalle altre quattro tracce.
Questo disco sembra più compatto del volume uno, forse meno studiato e più improvvisato. Esso arricchisce l'universo degli angeli e dei demoni completandolo e creando con il suo fratello maggiore una realtà parallela in cui Carlson e compagni esplorano mondi, plasmano sensazioni e soprattutto regalano a noi comuni mortali il biglietto per un viaggio ricco di suggestioni e poesia.
Da segnalare inoltre la bellissima copertina ancora una volta realizzata dalla giovane artista di Seattle Stacey Rozich, ispirata sempre all'arte giapponese, che arricchisce l'opera anche dal punto di vista figurativo.
Info:
Southern Lord, 2012
Psichedelia
Tracklist:
1. Sigil of Brass
2. His Teeth Old brightly Shine
3. A Multiplicity of Doors
4. The Corascene Dog
5. The Rakehell






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