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Giacomo Toni & Novecento band: Musica per autombulanze

  • Scritto da Tōru Watanabe

La prima volta che ho visto Giacomo Toni in concerto ho pensato “eccolo, il figlio bastardo di Paolo Conte”. Ho subito chiesto a qualcuno del pubblico di dove fosse questo squilibrato, e l’indicazione della zona di Forlimpopoli, o meglio, Frampula, mi ha lasciato allibito. Come aveva fatto Conte a fermarsi in quel piccolo angolo di Romagna? Aveva forse bucato? E lì col crick in mano taac, aveva impregnato la mamma? Il concerto proseguiva e mi divertiva parecchio. Pochi pezzi mi avevano fatto capire che dello stile del padre (putativo) non aveva preso parecchio: c’era il jazz, c’era il piano, c’erano le canzoni ma era come se qualcuno avesse preso dalla scuola di Mogol un giovane e promettente pianista/cantante e l’avesse frullato in lavatrice per 2 settimane ad intervalli regolari. Però più andava il concerto più le storie strane che cantava mi apparivano geniali, più la banda suonava più mi veniva voglia di bere. Dopo una decina di concerti, una sera che dovevo guidare, mi decisi a comprare il disco, all’epoca “Hotel Nord-Est”. Lì dentro c’erano delle ballate che dal vivo non eseguiva, probabilmente per evitare gli sfottò della 900band durante l’esecuzione, tipo “Mah” e “Sognatori di navi” , pezzi belli, introspettivi e musicalmente intelligenti, cose che mi colpirono. Ma allora questo cantautore e la sua banda, ci sono o ci fanno? Tutt’oggi il mistero persiste.

Dopo tutte queste ciance arriviamo al punto, siamo qui per celebrare il nuovo disco “Musica per autoambulanze”, e che festa sia per tutti, banda pubblico e MarteLabel, perché questo disco - a livello autoriale, cantautoriale e musicale - è un lavoro bello, finalmente cazzo!

Per i ripetenti e gli sburoni che vorranno parlarne all’aperitivo un buon Bignami per capire quello che si trova nel disco e nello stile dell’ensemble potrà essere la successivamente allegata “Una giornata difficile”, pezzo che ne mostra tutti gli elementi distintivi ovvero un arrangiamento fico con fiati incastrati ad arte, un testo dalla chiave di lettura inaffrontabile e una bella melodia. Se proprio volete ascoltarlo tutto questo disco, magistrali troverete i momenti orchestrali: “L’autoambulanza”, “Come una specie di mezzo matto”, “Vita da niente” pezzi dove si suona, si intrattiene e non si scherza per niente. A questa energia da banda vengono intramezzate alcune ballate di rara bellezza, vedi “Un bel sabato” (Gualazzi, prenda nota..).

Poi c’è il genio (?), il pezzo piano e voce che suggerisce il momento serio però, il testo…
“Il mio furgone ha una ruota primordiale”
Si?
“Uno pensa di aver bisogno d’amore, di soldi, di gloria, di donne e parole, ma se ha un problema al radiatore uno ha bisogno di un meccanico mite”… Un meccanico… mite?
“Aveva gli occhi di un giaguaro”
Il meccanico mite ha gli occhi di un giaguaro?
Roba da mandare in loop il cervello, in ogni modo è una meraviglia. Non credo di sbagliarmi, forse Giacomo Toni & Novecento band sono braccia rubate all’agricoltura, forse maledicono la Merlin perché suonare nei bordelli sarebbe stata la loro fortuna però a me piacciono e il disco è bello, e te che leggi e pensi il contrario sei un palloso e non ci capisci.

Voto: 8


Info:

MarteLabel, 2013

Cantautore-canzoncino + banda

 

Contatti: www.giacomotoni.it

 

Tracklist:

1. Se ti vedo

2. L’autoambulanza

3. Una giornata difficile

4. Maledizione!

5. L’ultima volta

6. Come una specie di mezzo matto

7. Vita da niente

8. Notturno

9. Il bevitore longevo

10. Le macchine vedovi

11. Un bel sabato

12. Ode al meccanico mite