Stamattina sono successe due cose: innanzitutto non mi è suonata la sveglia, secondo ho scoperto una nuova band.
La prima mi ha fatto sentire in colpa con il mondo intero per aver russato fino alle 12:30, la seconda dimenticato cosa significhi pranzare o sorseggiare almeno un caffè in tranquillità, tenendomi incollato per un paio d'ore ai dieci centimetri quadri del lettore multimediale Winamp.
Il cellulare è un Motorola di settima mano con qualche insufficienza a livello tecnico, la band una combriccola di pensatori abruzzesi dal nome tanto bizzaro quanto profetico: I Missili.
I Missili hanno il suono stravagante di queste imprevedibili giornate di (finta) primavera, l'ironia generazionale dei Tre Allegri Ragazzi Morti proiettata sulle spiagge della California, Panda Bear infatuato della provincia italiana e i Beach Boys rivisitati dall'orchestrina minimale del mitico Daniel Johnston. L'apertura di "Fossili" e il dub cantautorale di "Una Tempesta Così" sono gli episodi chiave di un EP che dovrebbe gettarli nella mischia della scena indipendente italiana, velocizzando con la freschezza dei suoi intermezzi lunghe e insopportabili pratiche di assimilamento burocratico.
Per adesso va premiata la vivacità di una proposta sicuramente all'avanguardia. Ascoltatene, e scaricatene tutti: http://missili.bandcamp.com/
Info:
Autoprodotto, 2012
Alt pop
Contatti: http://www.facebook.com/pages/I-MISSILI/196238917088573
Tracklist:
1. Fossili
2. Quando la testa non c'è
3. Ci vorrebbe un coltello
4. Una grande tribù
5. Una tempesta così






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