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Oslo Tapes (un cuore in pasto a pesci con teste di cane)

Dietro il moniker Oslo Tapes si cela Marco Campitelli, poliedrico musicista abruzzese leader degli apprezzabilissimi Marigold e curatore di una delle etichette indipendenti italiane più raffinate quale Deambula Records.

Un progetto che si dimostra sin da subito interessante perché annovera al suo interno uno stakanovista come Amaury Cambuzat degli Ulan Bator (produttore del disco ed eccellente mente compositiva) e una serie di ospiti del panorama indipendente nostrano quali Gioele Valenti (Herself), Nicola Manzan (Bologna Violenta), Francesco D'Elia (La duma, King of the opera), Valerio Anichini, Luca Di Bucchianico (Cromaticoro), Irene Antonelli (TV Lumieré), Ferruccio Persichini (TV Lumieré), Mauro Spada (buenRetiro), Andrea Angelucci (Zenerswoon), Stefano Venturini (Ka Mate Ka Ora, Werner) e Alessia Castellano (Werner) che hanno contribuito a personalizzare l’intero lavoro.

Oslo Tapes suona freddo e tagliente con le sue chitarre ruvide e ossessive come in “Alghe” e “Attraversando”, i due brani ipnotici che aprono il disco con cadenzati spoken words cantati in italiano. La quiete si presenta subito con “Distanze” (gemma del disco), dolce e oscura ballata acustica e un testo malinconico che cattura davvero e “Nel Vuoto”, brano più dilatato ma di grande effetto. “Imprinting” mostra la forza degli Oslo Tapes: sperimentare un climax fatto di chitarre prima tese e nervose per poi sciogliersi rapidamente dietro un drumming possente e violini epici. Il disco scorre molto bene nella sperimentazione di brani quali “Nove illusioni”, “Impasse” e “Tremo” dove la voce decadente e a tratti sofferta di Campitelli si amalgama perfettamente a digressioni eteree e finali distorti.

Ciò che rende il lavoro affascinante e degno di ascolto è proprio riuscire a unire perfettamente un cantato in italiano con suoni avant rock/ sperimentali che difficilmente si legano alla nostra lingua rendendo i brani omogeneei, definiti e per nulla incerti. Le spinte chitarre aspre e ferrose di “Les elites en flammes”, le bellissime atmosfere ambient/post rock immerse tra sussurrati versi di “Elogio” e la ricercata tensione acustica di suoni sospesi di “Crocifissione priveè” chiudono splendidamente il lavoro.

Difficile credere come il disco sia stato registrato, composto ed arrangiato in tre giorni da Campitelli e Cambuzat, vista la mole di ottime idee delineate in un percorso lucido e maturo.

Un disco che si pone come una perla silenziosa di questo 2013.

Voto: 7,5

 

Info:

DeAmbula Records/ Acid Cobra Records/ Dischi Bervisti/ Overdrive Rec/ Dreaming Gorilla/ Atelier Sonique, 2013

Avant rock

 

Contatti: https://www.facebook.com/pages/Oslo-Tapes/149776631761547

 

Tracklist:

01. Alghe

02. Attraversando

03. Distanze

04. Nel Vuoto

05. Imprinting

06. Nove Illusioni

07. Impasse

08. Marea

09. Les Elites En Flammes

10. Elogio

11. Crocifissione Privée