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Pulsatilla - Anemone

  • Scritto da Simone De Maio
anemone
anemone - anemone

La mitologia greca narra che la ninfa Anemone venne trasformata in un fiore dalla dea Flora, la quale era invidiosa dell’amore che Zeffiro e Borea provavano per la bella ninfa. Anemone divenne un fiore talmente delicato da sfiorire precocemente, i suoi petali difatti venivano dispersi nel vento freddo di tramontana ancor prima che altri potessero godere della sua bellezza. Proprio per questa ragione il fiore anemone, è denominato “fiore del vento” e rappresenta l’effimero, ciò che è transitorio, ed è regalato per comunicare alla persona amata una sensazione di trascuratezza.

Proprio per quest’ultima ragione la band romagnola Pulsatilla, la cui denominazione corrisponde al nome di un altro fiore utilizzato come rimedio omeopatico, ha scelto di intitolare il primo album – pubblicato a meno di un anno di distanza dal primo omonimo EP – “Anemone”, uscito per l’etichetta indipendente, anch’essa romagnola, Floppy Dischi.

La band composta da: Leonardo Rossi (voce e chitarra elettrica) Luca Fallini (voce e chitarra elettrica), Tommaso Selva (basso) e Filippo Righetti (batteria), propone un sound dream pop, molto brit, in bilico tra band come: Dif Juz e Cocteau Twins, coadiuvate da chitarre dalle sonorità alla Johnny Marr, chitarrista degli Smiths.

I brani, che compongono l’album, sono per lo più rarefatti ed eterei, accompagnati da liriche emotive, melanconiche e romantiche dedicate ad un assenza, di cui si canta appunto la mancanza: «Ti vorrei sempre vicino/Niente è per sempre, davvero.» (‘Campi di Viole’).
La quinta traccia, intitolata ‘Trentuno’, è energica, vitale, giocosa ed estremamente pop, un inno alla resilienza. Il pezzo interamente strumentale ‘La Danza dei Coribanti’ si distacca, invece, dal sound che caratterizza l’opera ed è composto da synth dominante, avvolgente e rassicurante.

“Anemone” è certamente un buon punto di partenza per i Pulsatilla che raccontano la fragilità delle relazioni amorose nella società contemporanea e quell’inquietudine che accompagna il timore della fine di un sentimento.