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SINCOPE: Divisions

sincope divisions Difficile decelerare. Soprattutto mentre lo sciame cieco, fradicio di simboli idolatrati, sfamandosi di mete surrogate, schizza sempre più velocemente a bordo di sofisticati crossover, sta per piombare addosso. Investendo qualsiasi cosa. Ma accade che un duo, i Sincope, si fermi nel bel mezzo dell’autostrada. Allontanandosi verso la vallata, lasciando una traccia: "Divisions".

Un segnale da seguire per chi vuole staccarsi da quei percorsi sonori confezionati e di superficie, tentando un’esplorazione nelle pianure profughe e incolte dell’inconscio, attraverso un album che appare come una canoa, un mezzo senza comfort, ma ideale per procedere lentamente, per cogliere le venature dell’intelletto, avanzando tra le melliflue increspature dell’elettronica e le rarefazioni dell’ambient.

Ascoltare "Night Buildings" è come camminare sott’acqua. Rallentati. Un flusso denso, in cui s’intrecciano laceranti parti vocali e diluiti monologhi interiori, vero leitmotiv di "Divisions", presenti già a partire da "Backwash", e la sua delicatissima architettura synth-techno, dalle cui fenditure fuoriescono fugaci scariche vocali.

Pochi grammi di beat, e uno sviluppo maniacale di suoni perlacei, che sembrano venire da lontano, dilatando il tempo. E così, la chiarezza dei suoni cinematici e brillanti di "Fiction", spiana il cammino verso "Close Moving", una diga d’ambient in cui sguazzarsi verso un’esplorazione del sé dal sapore indefinitamente melanconico.

"Colorless" è mutevolezza. L’intro ha una pelle più ritmatica e dai margini definiti, che si slega dall’involucro mostrando vellutati riflessi dubstep, i quali echeggiano e balenano in "Eclipse". Ma si disintegrano in "Circular", un’introspezione sonora ipnotica, emblema di un album che percorre una via faticosa, quella di un fiume nascosto sulle cui sponde è possibile intravedere sagome di artisti come Hammock, Helios e Ulrich Schnauss.

Il lavoro dei Sincope è un’ottima eresia sonora, una deflagrazione silenziosa che abbandona il coro, una transumanza psichica, un frantumatore di certezze. "Divisions" si sviluppa attraverso sublimi saturazioni e filtraggi, che raschiano laddove le convinzioni si annidano, sbriciolando quella realtà che spaccia vestiti sonori già pronti, monodirezionali e ricoperti da maquillage.

Divisions è la capacità di decelerare, e fermarsi.

Voltarsi.

Riuscendo ad assaporare una leggerissima brezza all’ora di punta, incolonnati ad un semaforo, tra raffiche di clacson.

Voto: 7,5

 

Info:

Somehow Recordings, 2012

Elettronica / ambient

 

Contatti: http://www.facebook.com/sincopesincope

 

Tracklist:

1. Night Buildings

2. Backwash

3. Fiction

4. Close moving

5. Colorless

6. Eclipse

7. Circular