Torna la testa pelata più odiata del rock alternativo anni duemila, Corgan il rompicoglioni, con un disco che se fosse durato esattamente la metà avrebbe strappato qualche applauso o almeno un paio di recensioni positive.
Sì perchè in quei dodici minuti compresi tra l'apertura di "Quasar" e i primi sbadigli di "My Love Is Winter" rispondono all'appello tutti gli elementi che hanno reso quello pumpkinsiano un sound apprezzato e riconoscibilissimo in ogni anfratto di questo meraviglioso universo, dal non c'è riffone che tenga dei mitici esordi alle carezze vallutate sponda seconda giovinezza, titoli di coda di una sceneggiatura epica a tratti, fondamentale per tutto il rock anni '90.
Brani quali "Panopticon" e, soprattutto, "Celestial" faranno gridare al miracolo la prima generazione di appassionati e credenti (gli altri si sono estinti o hanno gettato la spugna), stessa identica sorte per "Violet Days", una ballad dal retrogusto malinconico pensata bene e arrangiata meglio da Billy Corgan e nipoti.
I casini arrivano tutti nella seconda metà del disco, con il poppettino per cervelli già tarati di "One Diamond, One Heart" e l'equilibrio da pianobar per bambini di "Pinwheels". Fantasmi sonori con un unico e imprescindibile obiettivo, quello di farti penzolare i coglioni strizzando l'occhio alla cartella Cestino situata a 15 centrimetri dal cursore del tuo mouse. La title track "Oceania" sarebbe carina se durasse due minuti. Il problema è che ne dura nove, di minuti, e inoltre pare scartata dalla jam session più piatta, confusa e inconcludente degli ultimi dieci anni.
E mentre "Pale Horse" tampona la ferita, "The Chimera" ha già amputato mezza gamba. Per quaranta minuti gli unici sussulti arrivano dai graffi della chitarra di Billy Corgan e da qualche faticosissimo tentativo di ritornello.
E poi niente, il vuoto totale, l'inverno in uno stabilimento balneare. Ascoltatevi le prime cinque canzoni e passate immediatamente ad altro, che di carne al fuoco, fuori da "Oceania", ce n'è veramente tanta.
Ennesimo episodio passeggero di una carriera che doveva concludersi dieci anni fa.
Canzoni da evitare come la peste: "One Diamond, One Heart", "The Chimera", "Pinwheels".
Voto: 5
Info:
Martha's Music, 2012
Alternative rock
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Tracklist:
01. Quasar
02. Panopticon
03. The Celestials
04. Violet Rays
05. My Love Is Winter
06. One Diamond, One Heart
07. Pinwheels
08. Oceania
09. Pale Horse
10. The Chimera
11. Glissandra
12. Inkless
13. Wildflower






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