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The Somnambulist: "Moda Borderline"

  • Scritto da Orasputin

the somnambulists Una risposta al dilemma “si possono ancora scrivere grandi canzoni nel 2010?” ci viene fornita dai Somnambulist, misterioso terzetto d’estrazione italo teutonica messo sotto protezione dalla Acid Cobra Records di Amaury Cambuzat.

La copertina del disco pare uno screenshot cinematografico adatto per essere decifrato, un ritratto cupo, oscuro, affascinante. Artwork conturbante dal quale prende forma una proposta musicale che attinge dai più importanti fatti di cronaca nera del ventunesimo secolo, tanto da poterla definire la fotografia ideale di una scena del crimine, dove ai pochi rimasugli di un passato grunge fanno capo riferimenti tangibili di un assassinio di matrice rock europea. Il tutto camuffato mediante un ottica che additerebbe Greg Dulli tra i sospettati principali. Sempre di rock alternativo stiamo parlando, questa volta fumoso e viscerale. Canzoni lunghe, arrangiamenti ricercati, un cantato sofferto, incazzato, liberatorio. E’ quello di Marco Bianciardi, ingegnere di atmosfere noir, un passato come batterista degli Elton Junk. Ad impennare i violini ci pensa il fantomatico Rafael Bord. Le percussioni sono affidate a Marcello S. Busato. Il suo è un battito scarno, violento, fragoroso.

La prima impressione è che “Moda Borderline” sia un disco avvolto nel mistero, avete presente quei film dove – per strani motivi - spariscono uno dopo l’altro tutti i protagonisti? Sono le sensazioni evocate da brani come “Don’t You Want To Devour This War?”, “Luce” e “Moda Borderline” (evidente richiamo alle atmosfere da “bar sotto il mare” dei primissimi dEUS). Il punto di non ritorno viene toccato con “ 80s Violence”, irresistibile crescendo sulla scia post rock che elegge a Tom Waits post moderno la figura irresistibile di Marco Bianciardi (gran classe la sua). “Quinto Mistero Della Gioia” è da ascoltare in cuffie, in giro per una metropoli di notte, in uno stato di angoscia e solutine totale.

A parlare sono canzoni che renderebbero invidioso qualsiasi fruitore/compositore di musica alternativa. E non importa che la band sia mezza italiana e alloggi a Berlino, quelle che contano sono le ferite che un disco come “Moda Bordeline” rende visibili sulla nostra pelle. Viaggio sonico dalle tinte noir. Un elogio all’istinto di Amaury Cambuzat bravissimo nell’accaparrarseli prima di chiunque altro.

Voto: 7,5

 

Info:

Acid Cobra Records, 2010

Noir rock

 

Tracklist:

01. Red Carpet

02. Don’t You Want To Devour This War?

03. Luce

04. Moda Borderline

05. 80s Violence

06. Quinto Mistero Della Gioia

07. God Is Not A Good Shot

08. Alice Neve