Sun05192013

Last update09:18:13 AM GMT

Back Cinema Out Wall Street: il Denaro non dorme mai (O. Stone)

Wall Street: il Denaro non dorme mai (O. Stone)

Pin It
wall street il denaro non dorme mai locandina

Oliver Stone doveva far un film sulla crisi finanziaria. La più grande ingiustizia degli ultimi decenni, la più grande truffa della storia, il più grosso ricatto alla collettività mai architettato.

Complottista, indagatore, eccessivo: Oliver Stone doveva fare questo film. Il problema era come farlo. Il regista statunitense ha scelto la via più facile, prendendo il film più famoso sul mondo della finanza, facendo un make up qui e lì e infine riadattandolo confusamente al terzo millennio. “Wall Street” aveva parlato in modo impeccabile degli anni ’80, dell’individualismo sfrenato, della corsa al piacere e della dittatura del denaro. “Wall Street: il denaro non dorme mai” è un film che non parla di ciò che è accaduto in questi ultimi anni, ma è solo una scatola vuota costruita per gli eventi accaduti, ma che dentro ha solo aria fritta e una storia come tante. Gordon Gekko, icona indimenticabile del cinema contemporaneo, esce di prigione e deve riabilitarsi mettendo in luce il marciume che c’è a Wall Street, riallacciando il rapporto con la figlia e cercando di svelare al mondo che l’unica forza che regola il mondo: l’avidità. Questa muove le persone, motiva le azioni, decide destini. E nel frattempo Gekko immagina la grossa crisi finanziaria che arriva attraverso la promozione del libro sulle sue memorie carcerarie.

Mbè? Tutto qui? Esattamente.

L’elemento crisi finanziaria, il fattore che ha portato il mondo in default e mutato il modo di intendere il mondo finanziario, diventa solo il pretesto per far fare a Gekko lunghi monologhi che trascendono gli eventi principali. Lunghi monologhi che sostituiscono la messa al centro della narrazione della crisi, dei suoi attori e delle dinamiche morali che hanno portato al baratro. Nel 1987 il pubblico aveva avuto uno shock entrando in contatto con quel mondo. Questa volta si ha solo una vocina esterna, un accenno al tema, un chiacchiericcio sullo sfondo agghindato con giacche e cravatte, primi piani sulle facce disperate e strizzatine d’occhio al passato (comparsata penosa di Charlie Sheen). Il resto è storia d’amore-danaroso tra Jake e Winnie (Carey Mulligan), la figlia di Gekko, l’influenza di Gordon nella relazione tra i due e altre storie parallele su fusioni, acquisizioni e giochini finanziari.

Tutto fila, la storia c’è e funziona, ma è una storia come tante altre, viste e riviste, della quale non si sentiva proprio il bisogno. Il motivo che aveva portato a fare questo film era senza dubbio un altro: era narrare come sono cambiati i broker (in peggio), come è cambiata la concezione del denaro (divenuto pura astrazione), come le persone non hanno imparato in questi due decenni nessuna lezione. Invece Wall Street 2 solo uno sterile pretesto per raccontare l’ovvio, per strizzare l’occhio a un pubblico risentito e arrabbiato, per ergersi a giudice morale senza averne affatto i mezzi e le idee. Una truffa filmica ben architettata ma pur sempre una truffa.

Voto: 5,5

Info Film:

regia di Oliver Stone con Michael Douglas, Shia LaBeouf, Josh Brolin, Carey Mulligan, Eli Wallach Durata: 133 min Drammatico