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The Bic C

the big c locandina

Con la morte non si scherza un cazzo! E invece… La ShowTime, network via cavo americano, negli anni ci ha abituati a trattare con argomenti e personaggi quanto meno non convenzionali, fuori dall’ordinario e di certo politically incorrect. Se pensate a Weeds, Dexter o Californication avete capito di cosa sto parlando. Recentemente ha importato dall’Inghilterra Shameless, ma questa è un’altra storia…

"The Big C", giunta quest’estate alla seconda stagione, è una commedia sul cancro, e per commedia s’intende episodi dove si ride parecchio. C’è anche da dire che certi pianti non me li facevo da un bel po’…e non sono l’unico qui dentro.

Partiamo dall’inizio. A Cathy Jamison (Laura Linney) viene diagnosticato un cancro al quarto stadio, roba da poco più di un anno di vita. Insegnante e madre di famiglia decide di non rivelarlo a nessuno dei suoi cari, né a Paul (Oliver Platt), il marito un po’ bamboccione, né ad Adam, il figlio quattordicenne e pure un po' deficiente, né a Sean, il fratello che vive in mezzo alla strada per scelta contro il mondo globalizzato e affetto da un disturbo bipolare.

Lo scopre invece Marlene, la burbera vicina di casa, vedova di un marito morto di cancro. Cathy decide di vivere al meglio il tempo che le rimane, combattere non tanto la malattia in sé (rinuncia alla chemioterapia), quanto tutto quello che la malattia si porta dietro: pianti, tristezza e solitudine. Come impazzita agli occhi degli altri, Cathy sbatte fuori di casa il marito dopo vent’anni di matrimonio, decide di costruirsi una piscina in cortile e si concede un’avventura con un bidello della sua scuola. Decide anche di prendersi a cuore Andrea (Gabourey Sidibe, già vista in Precious), una ragazza obesa, dallo straordinario talento e dalla lingua molto tagliente.

La prima stagione è tutta incentrata sulla ricerca del momento giusto per la rivelazione, con momenti di puro drama (la prima “falsa” confessione a Sean, o la morte di Marlene), ma in particolare con la forte volontà di Cathy di trasmettere l’importanza della vita stessa a suo figlio e a suo marito. Un lascito da parte sua al mondo, diventando così il motore di una trasformazione interiore soprattutto del figlio adolescente, che da idiota totale (lo scherzo, poi ritornato, della prima puntata) diventa adulto e consapevole (il pianto in garage del finale di stagione). È la vita nonostante tutto al centro di questa prima stagione. Nella seconda stagione è invece la morte la vera protagonista, la morte tutt’attorno a Cathy, la morte del compagno di sperimentazione Lee, di baby-Cathy (la figlia mai nata di Sean e Rebecca) e, infine, quella dell’amato Paul, in un crescendo direttamente proporzionale ai miglioramenti della protagonista.

Il grande merito di The Big C risiede oltre che in dialoghi spumeggianti e battute da antologia (Paul che esprime il suo amore per Cathy con “you’re my ying to my yang, my ping to my pong”), in situazioni al limite del surreale (il funerale di baby-Cathy) o personaggi fuori da ogni logica (il dottore delle api), nelle interpretazioni degli attori principali, Laura Linney in testa, vincitrice per questo ruolo del Golden Globe come miglior attrice protagonista in una serie “brillante”.

Niente noiosi piagnistei, insomma, niente trite isterie, niente melanconiche iperbole che hanno sempre avuto il solo l'obiettivo di raccontare la crescita del malanno e l'appassimento della paziente. The Big C è una serie fresca, innovativa, brillante. Laura Linney regala agli spettatori un'incredibile personaggio che può essere seriamente considerato un punto di riferimento sia per chi sta vivendo un'esperienza del genere (sia da infermo che da “esterno”), sia per chi - estraneo al fenomeno- vuole capire il “sistema malattia” e le sue mille sfaccettature. "The Bic C" non parla infatti solo di cancro, ma parla di religione, di affetti, di morte, di ambiente, di sesso, di sfide, di cattiveria e mille altre tematiche che attraversano come spade quel cancro che se ne sta silenzioso al centro della narrazione, facendo così colar via l'essenza maligna della storia e regalare così risate, riflessioni, ricordi e un grosso melanoma emozionale chiamato felicità. Insomma, beata l'esperienza, anche se negativa. E beati noi che ce ne stiamo a guardare The Big C. Insomma, onore al nemico canceroso.

Stagione 1

Cathy scopre di avere il cancro e decide di vivere al meglio il tempo che le resta, togliendosi ogni sfizio possibile, dalla piscina nel cortile alla macchina sportiva decapottabile alla scappatella con un uomo di colore. È il destino della nuova amica Marlene, fino a quel momento la sua unica confidente, a convincerla a rivelare la sua malattia e intraprendere le cure.

Episodio consigliato: per ridere 1x01 Pilot – per piangere 1x13 Taking the plague (Una nuova sfida)

Voto: 8

Stagione 2

Cathy intraprende le cure entrando a far parte di una sperimentazione clinica durante la quale conosce Lee, malato allo stadio terminale. L’amicizia di Lee, il supporto di amici e famiglia (Sean diventerà padre e accetta di curarsi anch’egli e Andrea si trasferisce a vivere con i Jamison) e la buona riuscita delle cure la convinceranno a continuare le cure nonostante le difficoltà economiche e non, fino alla prova finale di correre la maratona di Natale.

Episodio consigliato: per ridere 2x05 Cats and dogs – per piagere 2x12 The darkest day.

Voto: 7,5

Voto generale: 8

Info serie:

USA 2010 Stagioni: 2 Episodi: 26 Durata: 30 minuti Ideatore: Darlene Hunt Attori: Laura Linney, Oliver Platt, John Benjamin Hickey, Gabriel Basso, Phyllis Somerville, Gabourey Sidibe, Reid Scott


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