Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

I consigli di Stephen King per diventare uno scrittore di successo

  • Scritto da Anita
stephen king on writing

In un periodo in cui scrivere libri è diventato semplice come cambiarsi le mutande, c'è chi ancora (per fortuna) subisce il classico e millantato “blocco della pagina bianca”.


Nel suo libro “On Writing: Autobiografia di un mestiere” (Sperling & Kupfer 2010) Stephen King impartisce una serie di imprescindibili regole per l'aspirante scrittore, perché il mestiere di scrivere è un'arte e come tale si può imparare. Che Stephen King piaccia o no non ha importanza: secondo Oscar Wilde non esistono libri buoni o libri cattivi, esistono solo libri scritti bene o scritti male. Secondo noi esistono libri che si vendono e libri che non si vendono e non sempre i libri scritti bene sono gli stessi che affollano gli scaffali delle librerie.


Se il vostro scopo è quello di sfornare un libro all'anno, come il Re Rosso, allora qui ci sono tutti gli strumenti per allestire la vostra cassetta degli attrezzi. I muscoli ve li farete strada facendo.

E ricordate: “dire a un alcolizzato di controllarsi è come dire a una persona colpita da un attacco monumentale di dissenteria di controllare le sue evacuazioni”(p. 89). Perciò cacate un po' ovunque, purché cachiate. Viva i lassativi.


Buona lettura, e buona pratica!


1. La prima vera arma di uno scrittore provetto è la costanza: quando si comincia un progetto, non bisogna interromperlo o rallentare il ritmo.

2. Quando un’idea comincia a farsi strada nella tua mente, non aspettare troppo: meglio approfittare dell’entusiasmo e iniziare a lavorare assiduamente.

3. Se vuoi migliorare la tua scrittura, devi prima diventare un lettore accanito. Leggi e scrivi molto, almeno quattro-sei ore al giorno, perché ogni libro ha una sua lezione da offrirti.

4. Arriva al punto il più presto possibile. L’attenzione dei lettori deve essere colpita in modo chiaro e diretto, prima che possano perdere la pazienza.

                                        Scopri anche Le regole dello scrivere bene secondo Umberto Eco

5. Cerca di essere sempre onesto e realistico.

6. Mai pompare il vostro vocabolario, cercando paroloni che non ti appartengono, perché magari ti vergogni della semplicità del tuo parlare corrente. “È come mettere il vestito da sera al cagnolino di casa. Il cane sarà imbarazzato e la persona che si è resa colpevole di questo atto di premeditata affettazione dovrebbe esserlo ancora di più”.

7. Evita la forma verbale passiva e limita il più possibile gli avverbi.

8. Trova il tuo “luogo” in cui scrivere, il cui unico elemento necessario è una porta con cui poter chiudere fuori il mondo, in cui avere un traguardo quotidiano da raggiungere e rispettare una precisa disciplina oraria.

9. Ricorda che ogni romanzo è costituito da tre parti: narrazione, descrizione e dialogo.

10. La descrizione non dev'essere né labile né eccessivamente dettagliata, riguarda più l'ambientazione e l'atmosfera che l'aspetto fisico dei personaggi, consiste di solito in pochi particolari scelti con cura che siano evocativi di tutto il resto.

11. Il dialogo è cruciale nel definire i personaggi, che dev'essere sempre reale e mai artificioso o artefatto: "scrivere bene i dialoghi è arte oltre che mestiere". Per allenarti alla pratica del buon dialogo, rimani in silenzio e ascolta i dialoghi quando e dove puoi: in metropolitana, al bar, in ufficio. Un buon dialogo deve essere come una partita di tennis, un botta e risposta, e ci deve dare in poche righe l'idea precisa di una situazione, i caratteri dei personaggi, la loro collocazione, il loro ambiente, perfino le loro idee politiche, o le loro inclinazioni. Se narrate di storie appartenenti alla classe lavoratrice, di fabbriche, di ghetti, di metropoli, di contadini, di operai, non è auspicabile che il vostro personaggio parli come un professore universitario, perché non sarebbe veritiero, né giustificabile.

12. I personaggi devono essere costruiti secondo i principi dell'osservazione e sincera descrizione della realtà. Queste persone di fantasia devono comportarsi in un modo che appaia ragionevole e che sviluppi e sostenga la storia: "se lavorate bene, i vostri personaggi diventeranno vivi e cominceranno ad agire per proprio conto".

13. Scrivi, scrivi e scrivi. Proprio come gli atleti, gli scrittori si perfezionano grazie ad un continuo allenamento. Quindi, basta indugiare: prendi subito in mano la penna e comincia a lavorare sul tuo romanzo.

14. A lavoro finito, riscrivi il romanzo almeno una volta. La prima stesura, che non deve durare più di tre-quattro mesi, perché non subentri un senso di estraneità, è quella "con la porta chiusa", da scrivere il più velocemente possibile, senza aiuti né interferenze esterni. Bisogna poi distaccarsi dalla storia per un periodo di decantazione di almeno sei settimane e riprenderla in mano quando si è già impegnati in qualcos'altro. Questa seconda bozza, "a porta aperta", ridotta del 10% rispetto alla prima (una regola aurea che King ha appreso da una nota non firmata su una lettera di rifiuto di una rivista, che ha poi sempre applicato, con effetti immediati e perfino sorprendenti), va poi mostrata a un pubblico-campione di una mezza dozzina di persone di cui si rispetti l'opinione.

15. Ricorda: non hai bisogno di corsi o seminari di scrittura più di quanto tu abbia bisogno di questo o qualsiasi altro libro sulla scrittura. Si impara soprattutto leggendo molto e scrivendo molto e le lezioni più preziose sono quelle che ti impartisci da solo.

16. Cerca di non scrivere per denaro, ma per il piacere di farlo, perché se puoi farlo per piacere, puoi farlo per sempre.



Articoli correlati:

Le regole dello scrivere bene secondo Umberto Eco
Consigli a un giovane scrittore (A. Gide)
Lo scrittore emergente (identikit di un fallimento)
Pronto soccorso per scrittori emergenti (Jack London)