Vi sentite frustrati perché avete un contratto di merda? Vi sentite depressi perché il vostro capo non si ricorda nemmeno come vi chiamate? Vi sentite solo un numero in mezzo a tanti altri numeri? Tranquilli, siete in buona compagnia.
“Per più di dieci anni la rivista « The Idler » ha dato asilo e ascolto a tutti i lavoratori insoddisfatti, disillusi e avviliti”. Da queste lamentele è nato un libro “Cento lavori orrendi. Storie infernali dal mondo del lavoro”, a cura di Dan Kieran ed edito da Einaudi. Una guida ai cento lavori più brutti di sempre.
E’ vero che è tempo di crisi e c’è chi pagherebbe caro per avere un lavoro qualsiasi oggi, ma non sono affatto da sottovalutare nemmeno gli effetti che un lavoro non appagante può provocare sulla psiche di un uomo.
Noi Osservatori Esterni cerchiamo (se si può) di sdrammatizzare un po’ la situazione attuale proponendovi la top 10 dei lavori del mondo più brutti secondo la nostra modestissima opinione. Ovviamente, se vi sentite presi in causa e volete segnalarci il vostro, non vi resta che scrivercelo!
1. Telefonista porno
“È probabilmente l’unico ufficio dove l’esclamazione: «Non voglio essere assegnata tutto il giorno al sesso anale non desta il minimo imbarazzo nei colleghi». Tuttavia, dopo tre mesi la novità mi aveva già stufata. (…) Il posto era squallido, e nonostante non ci fosse neanche un uomo puzzava distintamente di sperma. (…) Dalla mia personale esperienza vi posso dire che ad uno schiavo piace farsi penetrare con il tacco a spillo di una scarpa; colpirsi ripetutamente il pene con la cornetta del telefono quando gli viene ordinato; spegnersi un mozzicone di sigaretta sulle palle; venire duramente punito per aver eiaculato nelle calze a rete dopo che gli avete specificatamente detto di non farlo. Tra l’altro la parte della Dominatrice è considerata una promozione all’interno della gerarchia del sesso telefonico”
2. Ispettore di polli
“Sorvegliare e ispezionare i polli era il compito più orribile. Quando un pollo si azzoppava o si feriva, i suoi compagni di gabbia cominciavano a bacchettarlo e se non li si fermava in tempo arrivavano ad uccidere il loro sfortunato compagno. Il mio compito consisteva nel tirar fuori il pollo zoppo dalla gabbia e tirargli il collo. Non era una cosa facile: spesso stringevo e stringevo il collo già spezzato della bestia nel vano sforzo di ridurre gli spasmi post mortem. Alla fine mi ritrovavo con un corpo senza testa scosso dagli spasmi in una mano e una testa di pollo che mi guardava male nell’altra”
3. Aiuto cuoco in un negozio di Kebab
“E’ un compito molto semplice, ed è altrettanto semplice ritrovarsi con le mani congelate mentre si fa. Prendete circa dieci chili di pezzi di carne di agnello surgelata, e mescolateli con gli ingredienti segreti (spezie, sale, pepe e grasso che fa aumentare di volume). Poi prendete un’enorme manciata di quell’impasto e formate una ciambella; spingete la ciambella su per un’asta metallica alta quasi un metro e avvitata ad una piattaforma circolare. Ripetete il processo finché non avrete ottenuto una disgustosa torre di carne cruda e grasso a cui dovete dare la forma, a mani nude come un modellatore di ceramica, della tradizionale gamba di elefante che vedete girare lentamente nei grill di tutto il paese. Io l’ho fatto per otto ore, immergendo le mani nei pezzi di carne congelata, unta e scivolosa, formando la torre di carne tremolante e sentendomi sempre più male per l’odore del sangue d’agnello condito con le spezie”
4. Allevatore di larve
“Il primo giorno di lavoro lo passai nella «fossa dei vermi» cioè in una specie di piscina olimpionica piena di carcasse marcescenti di animali e di pesci su cui vivono le larve. Indossavo degli stivaloni di gomma e mi dissero di camminare dentro alla fossa e di girare i vermi di tanto in tanto con il badile. Appena diventai un po’ esperto fui promosso: passai alla «stanza delle mosche». Questa stanza risultò essere un hangar sigillato da una rete che ospitava più mosche di quante voi possiate immaginare”
5. Controbilanciatore di tubi
“Il mio compito era di tenere il tubo in equilibrio standoci sopra, in piedi, mentre loro sistemavano. Ancora non ho capito perché diavolo non avessero cercato una pietra che poteva benissimo sostituire me e il mio lavoro (e risparmiare così novanta sterline). È davvero un brutto momento quando ti rendi conto che una pietra qualsiasi ti può sostituire o persino fare il lavoro meglio di te”
6. Operaio in una fabbrica di prosciutti
“Vi siete mai chiesti come si fa il prosciutto? Dunque, si prendono le parti del maiale che non si possono vendere come carne (piedini, labbra, pelle, …) e si mettono in un pentolone. Poi si frulla tutto per ottenere una specie di miscela di maiale liquido, si mette il sale e si versa questa roba in una mega siringa di acciaio inossidabile. (…) Può sembrare ancora passabile, ma finché non siete stati colti in faccia da sangue di maiale bollente, o finché non avete passato un’intera serata a cercare di togliervi dai capelli il grasso di maiale solidificato, beh, fino ad allora non potete dire di sapere cosa significa vivere”
7. Pulitrice di Sigmoidoscopio
“Per quelli tra voi che non lo sapessero, il Sigmoidoscopio è uno strumento che serve a esplorare le cavità anali, e quindi non deve sorprendere che sia spesso coperto di merda. Nella stanza faceva un caldo terribile, e la puzza era insostenibile”
8. Controllore di piselli
“Dovevo letteralmente stare a guardare il nastro trasportatore di piselli per cercare di individuare quelli neri. Quando rialzai la testa tutto intorno a me sembrava fosse in movimento, anche se in realtà era assolutamente fermo. E a causa di tutto quel verde da guardare mi si danneggiò temporaneamente la retina, sicché dopo un turno di otto ore vedevo tutto rosso. Che tristezza”
9. Ammazza-salmoni
“Uno dei peggiori lavori che ho fatto è stato senz’altro in una fabbrica di pesce. Nella fattispecie me ne stavo accanto a una cesta di dimensioni industriali a mozzare teste di salmone per otto ore al giorno(…) L’aria puzzava costantemente di culo di balena”
10. Operatore di una linea telefonica per reclami
“Tutti sanno che lavorare nei call center fa schifo, e che è di fatto la nuova forma di schiavismo del ventesimo secolo. Il mio call center, però, era particolarmente orribile, un vero inferno. (…) Le linee telefoniche non funzionavano mai, le carte si rompevano, i numeri segnati sulle carte non funzionavano e la lista sarebbe ancora lunga. Il servizio praticamente era attivo solo per poche ore il venerdì pomeriggio. Per tutto il resto della settimana io dovevo rispondere alle lamentele dei clienti infuriato che non parlavano neanche inglese”
Nota bene: Sono tutte storie vere. Leggete per credere!
Info libro:
A cura di Dan Kieran, Edito da Einaudi, 2007, 178 pagine






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