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Incipit Famosi: Delitto e castigo

L'inizio di “Delitto e castigo” è un inizio da manuale, nel senso più classico del termine. Come in un campo lungo cinematografico, Dostoevskij inquadra da lontano la situazione, quasi volesse andarci piano; avvicinarsi lentamente all'oggetto del racconto, per lasciare il tempo al lettore di ricongiungere tutti gli elementi del puzzle.

In poche righe veniamo a conoscenza di molti particolari che ci instradano a dovere, mano nella mano con il narratore, pronti a seguirlo ovunque.

Delitto e castigo” inizia così:

 

"All'inizio di un luglio straordinariamente caldo, verso sera, un giovane scese per strada dallo stanzino che aveva preso in affitto in vicolo S., e lentamente, come indeciso, si diresse verso il ponte K. Sulle scale riuscì a evitare l'incontro con la padrona di casa. Il suo stanzino era situato proprio sotto il tetto di un'alta casa a cinque piani, e ricordava più un armadio che un alloggio vero e proprio. La padrona dell'appartamento, invece, dalla quale egli aveva preso in affitto quello stambugio, vitto e servizi compresi, viveva al piano inferiore, in un appartamento separato, e ogni volta che egli scendeva in strada gli toccava immancabilmente di passare accanto alla cucina della padrona, che quasi sempre teneva la porta spalancata sulle scale. E ogni volta, passandole accanto, il giovane provava una sensazione dolorosa e vile, della quale si vergognava e che lo portava a storcere il viso in una smorfia. Doveva dei soldi alla padrona, e temeva d'incontrarla."


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