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Lo scrittore emergente (identikit di un fallimento)

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Chi più chi meno, nella propria adolescenza, è passato (non senza conseguenze) attraverso la dolorosa fase del “voglio fare lo scrittore” e, chi più chi meno, ne è uscito facilmente (non senza conseguenze) nel giro di un paio d'anni, quando si è reso conto che scrivere non porta la vacanza a Ibiza con la morosa.

Purtroppo, le manie di protagonismo, mescolate ad un egocentrismo smisurato e a un'affezione congenita di maledettismo acuto mutuata dal vittimismo più abietto, non conoscono età.

Così, se è vero che il mondo è popolato da una percentuale di lettori pressoché imbarazzante, è altrettanto vero che quella degli “aspiranti scrittori” (perché spesso e volentieri sotto la sigla di “scrittori emergenti” si considerano annoverati anche gli “aspiranti scrittori”) supera qualsiasi immaginazione. Non mi stupirei se venisse fondato un sindacato per questa categoria lavorativa, che tanto lavorativa non è, visto che la prerogativa di ogni aspirante scrittore degno di tale nome è quella di non produrre nemmeno un capoverso.

Ma andiamo per ordine. Vediamo quali sono i tratti inconfondibili dell'aspirante scrittore che si autodefinisce “scrittore emergente”.

 

Lo scrittore che si reputa emergente:

1. Ha sempre una citazione a portata di mano, da sfoggiare nei momenti strategici della conversazione.

2. Scrive “Scrittore” accanto al proprio nome e cognome su Facebook. Esempio: “Nome Cognome (Scrittore)”.

3. Si presenta alla gente come scrittore. Esempio: “Ciao, piacere sono Carlo e faccio lo scrittore”.

4. Pensa di essere lo scrittore migliore di tutti i tempi (pur non avendo mai scritto o pubblicato una pagina). Non ha ancora potuto dimostrare il proprio talento per cause di forza maggiore.

5. Ritiene di possedere il capolavoro della letteratura contemporanea nel proprio Mac pur non riuscendo mai a finirlo (condizione sufficiente ma non necessaria per la realizzazione della numero 4)

6. Se gli si chiede qual è l'ultimo libro che ha scritto, lo scrittore che si reputa emergente risponderà che non è un libro conosciuto e che nessuna casa editrice lo ha accettato perché il mondo non è ancora pronto ad accogliere il suo talento. Questa condizione mette le basi per la numero 7.

7. Ritiene di essere incompreso dal mondo. Essendo un genio assoluto non può essere apprezzato dalla gente comune, abituata ai libri comprati negli Autogrill.

8. Odia senza misura tutti gli scrittori emergenti.

9. Deve assolutamente farti leggere la pagina che ha scritto “di getto”, una sera che era sbronzo.

10. Se avete la (s)fortuna di leggere qualcosa scritto da un aspirante scrittore che si ritiene emergente sappiate che è “solo la prima bozza, scritta così, quasi per caso”, ma sappiate anche che dovrete rispondere che “no, non sembra per niente scritta di getto”, altrimenti lo scrittore che si ritiene emergente vi accuserà di superficialità e di mancanza di buon senso critico o, peggio, di avere cattivo gusto.

11. Lo scrittore che si reputa emergente ha sempre uno scrittore affermato a cui si ispira e di solito è Bukowski.

12. Partecipa assiduamente a corsi e laboratori di scrittura creativa, salvo poi lamentarsene.

13. Scimmiotta lo stile di uno scrittore famoso che pubblica libri di successo e pensa di avere creato un nuovo stile narrativo molto originale.

14. Porta sempre con sé un taccuino, generalmente Moleskine, su cui appuntare ogni frase o, anche peggio, fingere di scrivere appoggiato al tavolino di un bar.

15. Tiene un blog dove pubblica le proprie frasi capolavoro e dove parla occasionalmente di scrittura e ripetutamente di se stesso.

16. Presenzia a tutte le serate di lettura possibili (quando non le organizza lui stesso), per poter rimorchiare ragazze ingenue aspiranti scrittrici che amano stare con aspiranti scrittori.

17. È iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia ma è tremendamente fuori corso, perché “l'università non è più la fucina letteraria di una volta”.

18. Si lamenta ogni giorno della mancanza di tempo che lo porta a non riuscire a scrivere una riga che sia una, ma poi anche lavare la macchina diventa una scusa per non iniziarne mezza.

19. Ogni sabato ripete il mantra “da lunedì comincio a scrivere”.

20. Prova tutti i concorsi possibili ma non ne vince mai uno. Il motivo lo potete immaginare, ma lui dirà sempre che “tanto i concorsi sono tutti truccati”. Non c'è un cazzo da fare (Enrico Tallarini cit.)

 

Profili in base al punteggio totalizzato:

A - Se vi riconoscete in un numero di caratteristiche pari a 15 e oltre: non avete speranza, non pubblicherete mai un libro. In compenso vi siete meritati una laurea honoris causa in “scrittura emergente”, congratulazioni. Datevi al giardinaggio.

B - Se vi riconoscete in un numero di caratteristiche pari a 10 e oltre: le possibilità che siate uno scrittore sono scarse, ma dalla vostra avete che in amore non sbagliate un colpo. Il fascino del maledetto con la penna in mano e il ciuffo laterale alla “Attimo fuggente” è irresistibile.

C - Se vi riconoscete in un numero di caratteristiche inferiore a 10 ma superiore a 5: qualche racconto lo avete scritto. E forse non è così male come sembra. Con l'altro sesso va così così, ma perseverate e qualcosa di buono uscirà. Prevenire è meglio che curare, quindi non andate mai a un corso di scrittura creativa e non aprite mai un blog sull'arte dello scrivere.

D - Se vi riconoscete in un numero di caratteristiche inferiore a 5: scriverete il romanzo del secolo, ma con l'altro sesso non avete speranza. Optate per l'omosessualità o la clausura.

Per vostra informazione, chi scrive ha totalizzato ben 8 punti su 20 (profilo C).

 

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