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William Shakespeare: frasi e aforismi

Per chiunque abbia letto William Shakespeare sarà difficile, se non impossibile, decidere qual è la frase più bella di tutta la sua opera; ce ne sono troppe. Del resto, il drammaturgo e poeta inglese non ha mai sbagliato un colpo.

La Perugina deve alle citazioni di Shakespeare la fortuna e la sopravvivenza dei "Baci". Noi gli dobbiamo la storia d'amore più famosa di tutti i tempi.

Da “Romeo e Giulietta” a “Otello”, le frasi, gli aforismi e le citazioni di William Shakespeare.

Buona lettura!

 

Sulla bellezza

“La bellezza da sola persuade | Gli occhi degli uomini senza aver bisogno d'avvocati”. (da “Lucrezia violata”, I)

“La bellezza tenta i ladri più dell'oro”. (Rosalinda: da “Come vi piace” atto I, scena III)

“Il bello è brutto, il brutto è bello”. (le streghe: da “Macbeth”, atto I, scena I)

 

Sull'amore

“Ma amore è cieco, e gli amanti non vedono le amabili follie cui s'abbandonano.” (Gessica: da “Il mercante di Venezia”, atto II, scena V; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana.” (Romeo: da “Romeo e Giulietta”, atto I, scena I, p. 22)

“L'amore è cieco, e il buio gli si addice.” (Benvolio: da “Romeo e Giulietta”, atto II, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“L'amore corre ad incontrar l'amore con la gioia con cui gli scolaretti fuggon dai loro libri; ma l'amore che deve separarsi dall'amore ha il volto triste degli scolaretti quando tornano a scuola.” (Romeo: da “Romeo e Giulietta”, atto II, scena II)

“Con le ali dell'amore ho volato oltre le mura, perché non si possono mettere limiti all'amore e ciò che amor vuole amore osa.” (Romeo: da “Romeo e Giulietta”, atto II, scena II)

“L'amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l'alato Cupido viene dipinto col volto bendato.” (Elena: da “Sogno di una notte di mezza estate” atto I, scena I)

“Pazzo, amante, poeta: tutti e tre sono composti sol di fantasia.” (Teseo: da “Sogno di una notte di mezza estate”, atto V, scena I)

 

Sulla gioia e il dolore

“Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si consumano al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l'amore che dura fa così.” (Frate Lorenzo: da “Romeo e Giulietta”, atto II, scena VI)

“Dormendo non si sente il mal di denti.” (da “Cimbelino”, atto V, scena IV; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Eh, sì, tutti son buoni a farsi forti al dolore degli altri, eccetto chi lo deve sopportare.” (Benedetto: da “Molto rumore per nulla”, atto III, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Non c'è mai stato un filosofo che potesse sopportare pazientemente il mal di denti.” (Leonato: da “Molto rumore per nulla”, atto V, scena I)

“Il silenzio è l'araldo più perfetto della gioia: sarei ben poco felice se fossi capace di dire quanto”. (Claudio: da “Molto rumore per nulla”, atto II, scena I)

“Quando non c'è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso.” (Il Doge di Venezia: da “Otello”, atto I, scena III)

“Finché possiamo dire: "quest'è il peggio", vuol dir che il peggio ancora può venire.” (Edgardo: da “Re Lear”, atto IV, scena I, 1963)

“L'orrore del reale | è nulla contro l'idea dell'orrore.” (da “Macbeth”, atto I, scena III)

 

Sulla fortuna e sfortuna

“La sventura fa di un'ora un giorno.” (da “Vita e morte del Re Riccardo II” , atto I, scena III, p. 90, Utet, 1923)

“La fortuna guida dentro il porto anche navi senza pilota.” (da “Cimbelino”)

“La sventura ti può dare le compagnie di letto più impensate!” (Trinculo: da “La Tempesta”, atto II, scena II)

“Qui sta la stoltezza della gente: quando la nostra fortuna vacilla, per lo più a causa della nostra condotta da ghiottoni, diamo la colpa dei nostri disastri al sole, alla luna, alle stelle....” (Edmondo: da “Re Lear”, atto I, scena II)

 

Sulla vita e sulla morte

“La vita è solo un'ombra che cammina, un povero attorello sussiegoso che si dimena sopra un palcoscenico per il tempo assegnato alla sua parte, e poi di lui nessuno udrà più nulla.” (da “Macbeth”, atto V, scena V)

“Vivi per essere la meraviglia e l'ammirazione del tuo tempo.” (Macduff: da “Macbeth”, atto V, scena VIII)

“L'uomo morendo salda tutti i debiti.” (Stefano: da “La Tempesta”, atto III, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Oh, sintomi vani e incannatori! I mali, allorché divengono estremi, non sono più sentiti: la morte, dopo aver manomesso il di fuori, lo abbandona, e fatta invisibile investe l'anima e l'assedia e l'opprime con legioni di fantasime e di larve, che affollandosi si conseguono confuse e senza interruzione.” (da “Il re Giovanni”, atto V, scena VII, p. 68)

“Il pensiero della morte è come uno specchio, in cui la vita è apparenza, breve come un sospiro. Fidarsene è errore.” (Pericle: da “Pericle, il principe di Tiro”, atto I, scena II)

“È strano come la nostra natura sia tanto incline ad esporsi ai disagi, anche quando potrebbe farne a meno.” (1° gentiluomo: da “Pericle, il principe di Tiro”, atto III, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Tutto il mondo è una perpetua tempesta in cui perdi via via le persone che ami.” (Marina: da “Pericle, il principe di Tiro”, atto IV, scena I)

 

Sugli uomini

“Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita.” (Prospero: da “La Tempesta”, atto IV, scena I)

“Chi ha la barba è più che un giovane, e chi non ha barba è meno che un uomo.” (Beatrice: da “Molto rumore per nulla”, atto II, scena I)

“Gli uomini dovrebbero essere quello che sembrano.” (Otello: da “Otello”, atto III, scena III)

“Eretico sarà chi accenda il rogo, non già colei che vi brucerà dentro!” (da “Il racconto d'inverno”)

“Vedo così che il tempo è il vero tiranno dei mortali, li genera e li seppellisce, a suo piacimento. A loro, inascoltati, non resta che la fatalità.” (Pericle: da "Pericle, il principe di Tiro", atto II, scena III)

 

Sulla verità e falsità

“Chiunque permette alla propria lingua di dire un mendaccio, non dice il vero, e chiunque non dice il vero, mente.” (Uberto: da “Il re Giovanni”, atto IV, scena II, p. 55)

“Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte.” (Antonio: da “Il mercante di Venezia”, atto I, scena I)

“Perché la verità è la verità, sempre la stessa, fino all'infinito.” (Isabella: da “Misura per misura”, atto V, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Una donna disonesta non è una donna.” (Marina: da “Pericle, il principe di Tiro”, atto IV, scena I)

“I vizi capitali s'appalesano bene a tutti gli occhi se vestiti di stracci sbrindellati; le belle acconciature e le pellicce li nascondono all'occhio più indagante.” (Lear: da “Re Lear”, atto IV, scena VI; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Prendi l'aspetto del fiore innocente, ma sii il serpente sotto di esso.” (Lady Macbeth: da “Macbeth”, atto I, scena V)

“Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia.” (da “Enrico VI”, atto III, scena II)

 

Varie

“Chi è troppo veloce, arriva tardi, come chi va troppo lentamente.” (da “Romeo e Giulietta”, atto II, scena VI)

“Che cosa c'è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” (Giulietta: da “Romeo e Giulietta”, atto II, scena II)

“Che peccato che ai matti non sia permesso di parlare saggio di ciò che i saggi fanno pazzamente!” (Pietraccia: da “Come vi piace”, atto I, scena II)

“La gloria è simile a un cerchio nell'acqua che va sempre allargandosi, sin quando per il suo stesso ingrandirsi si risolve nel nulla.” (Giovanna: da “Enrico VI”, atto I, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Se fare fosse facile quanto sapere ciò che va fatto, le cappelle sarebbero chiese e le catapecchie dei poveri palazzi principeschi.” (Porzia: da "Il mercante di Venezia", atto I, scena II)

“Possiamo chiudere con il passato, ma il passato non chiude con noi.” ( da “Il mercante di Venezia”)

“Ah! Quante volte ci eccita al delitto la sola vista dei mezzi di compierlo!” (da “Il re Giovanni”, atto IV, scena II, p. 51)

“C'è poco da scegliere frammezzo alle mele marce.” (Hortensio: da “La bisbetica domata”, atto I, scena I, 1963)

“Ah, è cosa eccellente possedere la forza d'un gigante, ma usarla da gigante, è tirannia!” (Isabella: da “Misura per misura”, atto II, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

“Pochi amano sentir parlare dei peccati che amano commettere.” (Pericle: da “Pericle, il principe di Tiro”, atto I, scena II)

“Può ben dire la sua un leone, quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro.” (Demetrio: da “Sogno di una notte di mezza estate”, atto V, scena I)

“Noi siamo nati non per postulare, ma per imporre.” (Riccardo: da “Vita e morte del Re Riccardo II” , atto I, scena I, traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)

 

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