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Zygmunt Bauman: frasi celebri

  • Scritto da Anita
Zygmunt Bauman

A questo simpatico nonnetto di 88 anni si deve la nota definizione di modernità liquida, di cui è uno dei più acuti osservatori e la cui concettualizzazione ha influenzato gli studi in tutti i campi delle scienze umane.

La perdita di senso del tempo - tipica della condizione umana nella società postmoderna - è uno degli aspetti fondamentali dello scenario nel quale Bauman vede le persone e i gruppi sociali muoversi in un dinamismo frenetico che travolge ogni dimensione della vita.

Ma senza inoltrarci in questioni che meriterebbero altri spazi e altri strumenti di analisi, lasciamo la parola al sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman, ormai più famoso di Madonna, con un'immersione liquida nelle sue frasi e sei suoi aforismi più celebri.

Buona lettura e buona postmodernità!


L'amore liquido è un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame". (da un articolo di “La Repubblica”, 20 novembre 2012)

“La paura è un altro nome che diamo al nostro essere senza difese.” (da “Paura liquida”, p. 119)

“Tutto quello che oggi è buono per te, domani potrebbe essere riassegnato alla categoria dei veleni.” ("L'etica in un mondo di consumatori")

“L’incertezza è l’habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane.” (da “La nostra vita è un'opera d'arte”)

“L'attenzione verso il corpo si è trasformata in una preoccupazione assoluta e nel più ambito passatempo della nostra epoca.” (da "La società dell'incertezza")

“Il successo nella vita di uomini e donne postmoderni dipende dalla velocità con cui riescono a sbarazzarsi di vecchie abitudini piuttosto che da quella con cui ne acquisiscono di nuove.” (da “La società individualizzata”)


"Libertà e sicurezza sono valori entrambi necessari, ma sono in conflitto tra loro. Il prezzo da pagare per una maggiore sicurezza è una minore libertà e il prezzo di una maggiore libertà è una minore sicurezza. La maggior parte delle persone cerca di trovare un equilibrio, quasi sempre invano". (da un articolo di “La Repubblica”, 20 novembre 2012)

“Il terreno su cui poggiano le nostre prospettive di vita è notoriamente instabile, come sono instabili i nostri posti di lavoro e le società che li offrono, i nostri partner e le nostre reti di amicizie, la posizione di cui godiamo nella società in generale e l'autostima e la fiducia in noi stessi che ne conseguono.” (da Modus vivendi, Laterza, 2008)

“Il progresso è diventato una sorta di "gioco delle sedie" senza fine e senza sosta, in cui un momento di distrazione si traduce in sconfitta irreversibile ed esclusione irrevocabile. Invece di grandi aspettative di sogni d'oro, il "progresso" evoca un'insonnia piena di incubi di "essere lasciati indietro", di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera in fretta.” (da Modus vivendi, Laterza, 2008)

“Sarebbe bello poter pensare che la nostra civiltà proceda verso il regno di ragione e delle moralità, seppure con qualche incidente di percorso. Ma non è così, purtroppo.” (Da In questo mondo di lupi, intervista a Wlodek Goldkorn, L'espresso, anno LIII, n. 52, 3 gennaio 2008, pp. 93 sg.)

Zygmunt Bauman

“Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell'arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità.” (Nascono sui confini le nuove identità, Corriere della Sera, 24 maggio 2009)

Nella storia nulla è predeterminato; la storia è una traccia lasciata nel tempo da scelte umane molteplici e di diversa origine, quasi mai coordinate.” (Nascono sui confini le nuove identità, Corriere della Sera, 24 maggio 2009)

“Ogni modello di ordine spaziale divide gli esseri umani in «desiderabili» e «indesiderabili».” (Nascono sui confini le nuove identità, Corriere della Sera, 24 maggio 2009)

“La fiducia si trova in difficoltà nel momento in cui ci rendiamo conto che il male si può nascondere ovunque.” (da “Paura liquida”)

“La generazione meglio equipaggiata tecnologicamente di tutta la storia umana è anche la generazione afflitta come nessun'altra da sensazioni di insicurezza e di impotenza.” (da “Paura liquida”, p. 126)

“Chi è insicuro tende a cercare febbrilmente un bersaglio su cui scaricare l'ansia accumulata e a ristabilire la perduta fiducia in sé stesso cercando di placare quel senso di impotenza che è offensivo, spaventoso e umiliante.” (da “Paura liquida”, p. 153)