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Bona della settimana: Mary Elizabeth Winstead

Winstead Il mito di Ramona Flowers sta agli anni zero come quello di Molly Ringwald in The Breakfast Club. Sto esagerando? Non importa.

Elizabeth ha avuto la fortuna di apparire nell'unico film brutto di Tarantino, Death Proof, nei panni di una cheerleader senza cervello. Ma partiamo dall'inizio.

Nel 1999 è la protagonista The Long Road Home, che a giudicare dalla locandina pare il film più brutto di quell'anno o forse dell'intera decade (per Gigli dobbiamo aspettare il 2003), nel quale ci appare pudica quindicenne ancora senza forme.

In Ring 2 compie il primo piccolo passo verso il mondo delle Scream Queen, rimanendo in disparte, tenuta al lazo dall'allora inarrivabilmente bona Naomi Watts.

In Sky High comincia a carburare ma è con Final Destination 3 che la carriera prende la dritta giusta sostituendo quella gran figa di Ali Larter protagonista dei precedenti capitoli della saga (ve la ricordate in Heroes? Ma soprattutto, chi si ricorda di Heroes?).

Elizabeth interpreta Wendy Christiansen, liceale con i soliti poteri premonitori che la faranno testimone involontaria delle morti WTF che caratterizzano i film di James Wong. Senza doversi spogliare in nessuna scena (lo faranno altre attrici nel film) la nostra bella ci regala una difficile interpretazione, caratterizzata da espressioni di sofferenza e timore che, se interpretate nella giusta maniera, si caricano di erotismo a palla (vedi foto).

Ennesimo horror con Black Christmas, Natale Rosso Sangue. In questo caso vi propongo un semplice video, dove un uomo di improponibile bruttezza la intervista in compagnia della sorella di Buffy. Non so come sia possibile essere così bone semplicemente muovendo la testa verso sinistra e sorridendo, grattandosi un ginocchio scoperto... lo so, sembro un pervertito, ma nella vita di tutti i giorni mi reputo una persona rispettabile, tra l'altro ho un Master a Chicago, potete chiedere ai miei professori di allora.

Finalmente arriva il nostro Quentin, che la prende e la butta nel suo Grindhouse. Tarantino non fa mai le cose a caso e se ha deciso di infilare la Winstead nel mucchio di attrici un motivo ci sarà, e infatti la via per l'olimpo delle Scream Queen è spianata.

Quando ero al cinema più volte provai a far notare quanto fosse figa quella cheerleader, cercando nello sguardo del pubblico un po' di comprensione, così come quando lo rividi in DVD... Ma niente, tutti a puntare il dito contro il fallimento artistico del film. E' tempo di rivalutare tutto:

E dopo Death Proof la dolce Winstead è anche la protagonista del Die Hard più brutto della saga, il terzo, interpretando la figlia di John McClane. Molti potrebbero criticare l'impossibile somiglianza trai due, ma ne siamo sicuri?

Per quanto mi riguarda, due gocce d'acqua.

 

 

 

 

 

 

E poi finalmente il grande passo. Nel 2010 interpreta Ramona Flowers in Scott Pilgrim vs The World, ultimo sogno idilliaco del nerd o del ragazzino cresciuto con le avvertenze sugli attacchi epilettici nei manuali dei videogiochi. Inarrivabile, psicologicamente disturbata, dal passato relazionale complessato, sexy, annoiata, Ramona Flowers è la donna modello di tutta quella massa maschile che sta tra la Generazione Y e la Generazione A1.

Dopo il punto più alto si scende di nuovo. Eccola, protagonista, dell'inutile prequel-remake de La Cosa.

“Ehi John [Carpenter], così impari a preferire quella biondina di Amber Heard a me!”

 

 

 

 

 

 

Credo di aver detto abbastanza sulla bellissima Elisabetta. Vi lascio con qualche foto e l'ennesima intervista dove lei è bella come il sole.

3,2,1, infarto gallery time!