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La tecnologia contagia l'arte

  • Scritto da Michele Ciliberti

In che modo la tecnologia influenza le azioni di ogni giorno, come mutano i rapporti sociali col digitale e soprattutto perché assomigliamo sempre più a zombie che girano inebetiti per strada, perdendo lentamente le proprie peculiarità cognitive, in appalto ad una scatolina elettronica?

Semplice, perché la vita è frustrante e sostanzialmente tragica, le relazioni umane sono tristemente ingabbiate in cornici sociali in cui bisogna controvoglia piegarsi e la quotidianità una sequela di riti che non amiamo, ma ai quali ci adattiamo pur di rendere accettabile il funesto pacchetto-vita che ci hanno rifilato.

La tecnologia ci solleva da questo fardello, regalandoci una dimensione totalmente fittizia nel quale adagiarci in esistenze costruite medialmente e in esperienze dopo tutto tranquillizzanti e piacevolmente ripetitive.

Fatta questa lecita premessa, ci piacerebbe immaginare come sarebbe stata la vita del passato se vi fossero stati smartphone, table e computer. Cosa sarebbe accaduto se invece di scatenare la seconda guerra mondiale Hitler si fosse sfogato su angry birds, se invece di creare una religione che ha scatenato guerre, roghi e stermini Gesù avesse fondato un blog e poi un movimento a 5 croci o cosa sarebbe avvenuto se Colombo avesse usato le google maps invece di creare quel nugolo di paranoici yankee chiamato USA? Mistero.

Comunque, visto che la storia non si scrive con i “se”, ci pensa l’arte – come sempre – a dare soluzioni dove la realtà non può arrivare. Ecco quindi un progetto che mostra celeberrime opere d’arte, con al centro rappresentazioni di vita quotidiana, ibridate con gli oggetti tecnologici del terzo millennio. 

Buona visione!
(via